Igiene dentale

Da bambini ci insegnano l’importanza dell’igiene dentale: per evitare di doversi otturare un dente, bisogna lavarsi bene i denti, evitare troppo zucchero, ma anche andare regolarmente dal dentista a farsi controllare e sottoporsi alla pulizia dei denti. Tutto questo diventa parte integrante della nostra routine, e l’appuntamento dal dentista sta sempre in calendario, almeno due volte l’anno.

Anche io, come tutte le persone responsabili, ho sempre fatto attenzione alla mia igiene dentale, al punto da sentirmi addirittura in colpa quelle volte in cui ho dovuto attendere più dei classici sei mesi per la visita di controllo. Poi mi è capitato di partire per un viaggio di lavoro che mi ha portato in Alaska dove avrei dovuto rimanere per sei mesi e dove, invece, mi trovo da due anni.

Essendo esperta di fauna e di microbi, mi è stato offerto un semestre di ricerca in situ, in un centro specializzato all’avanguardia che si trova in una zona remota dell’Alaska. L’idea mi ha entusiasmato da subito: amo viaggiare e vedere posti che normalmente non vedrei, inoltre amo il mio lavoro, e fare ricerca è l’aspetto in assoluto più bello di quello di cui mi occupo. 

Ho quindi subito accettato ed iniziato i preparativi per un periodo da vivere in condizioni estreme. Si trattava di accettare temperature bassissime, l’impossibilità di muoversi con veicoli a benzina (che congela sotto una certa temperatura) e, quindi, essere obbligati a rimanere lì fino all’arrivo dell’estate, abituarsi a vivere circondati da pochissime altre persone e senza alcun tipo di comfort. A me nulla sembrava tanto tragico, e poi sei mesi passano rapidamente, mi dicevo. 

Da subito mi è piaciuto il posto e mi sono trovata bene con i colleghi, al punto che, al termine dei sei mesi, ho accettato di rimanerne altri sei. Purtroppo, però, durante il secondo periodo ho iniziato a stare male e solo in quel momento ho capito l’importanza e la fortuna di avere un ospedale attrezzato a portata di mano. Nonostante la mia igiene dentale impeccabile mi era venuto un ascesso in bocca, che il medico del centro non era in grado di trattare oltre un certo punto. Alla fine, dopo una settimana di febbre e grande dolore, i miei compagni sono stati costretti a caricarmi su una slitta e trainare di peso fino alla stazione più vicina (otto chilometri) da dove mi hanno poi trasportato con i cani da slitta fino alla città e all’ospedale.

Nonostante l’esperienza a dir poco traumatica ho deciso di rimanere in Alaska a continuare le mie ricerche. Sono stati i miei eroici compagni di avventura a convincermi, con il loro incredibile gesto: tanta propensione all’altrui aiuto non mi era mai capitato di vedere.  

Quando hanno costruito il casino Slovenia

Ricordo bene il giorno in cui hanno aperto il casino Slovenia. La piccola cittadina era in festa, era sabato e la maggior parte della gente, che non lavorava, si era riversata nel centro proprio per andare a vedere il casino. Vi era stata molta pubblicità per quell’apertura, si trattava in fondo del primo ed unico casino della regione e ci si aspettava che l’attrazione avrebbe aiutato molto l’economia locale, così come aveva fatto nelle altre parti del paese dove di casino ve ne esistevano da tempo. Certo, non tutti avevano accolto con gioia l’arrivo del casino Slovenia, contrari al tipo di intrattenimento e alle possibili conseguenze negative di tale attività (c’era chi parlava di aumento della criminalità, ad esempio, nonostante i numeri delle altre regioni dimostrassero il contrario), tuttavia, per lo più i cittadini erano contenti. Ed il giorno della sua apertura, aveva portato molti curiosi ad entrare al casino Slovenia.

Quella mattina anch’io mi ero alzato allegro e curioso di poter finalmente entrare nell’edificio che era stato al centro delle discussioni di tutta la cittadina per i due anni precedenti. Non c’è un conoscente, amico, familiare col quale non abbia, almeno una volta, avuto una conversazione a tal proposito. In fin dei conti, quando si vive in un posto piccolo, tutto sommato isolato, è difficile trovare argomenti interessanti di cui occuparsi. 

Dopo colazione, avevo fatto una doccia veloce ed avevo deciso di scendere in centro senza aspettare il resto della mia famiglia – avrei perso almeno altre due ore ad attendere che tutti fossero pronti. Li avevo salutati e, a piedi, mi ero diretto laddove la mia curiosità mi spingeva. Strada facendo avevo incontrato più di una persona che mi aveva fermato a chiacchierare, incuranti del fatto che io desideravo ardentemente varcare la soglia del casino Slovenia. Avevo fatto la mia parte, avevo conversato con gentilezza ed interesse, avevo chiesto del più e del meno, ma nella mia testa rimaneva fissa la mia meta. 

Verso l’ora di pranzo ero finalmente giunto al casino Slovenia. L’avevo visto spesso quell’edificio, in tutte le sue fasi di costruzione. Eppure, oggi aveva un’aura diversa: era finalmente diventato ciò per cui era stato creato, aveva acquistato il suo senso, era completo. 

Dopo averlo contemplato per qualche minuto mi ero incamminato verso l’entrata, seguendo la fila indiana di cittadini che mi precedevano. Una volta dentro mi resi conto che mi piaceva tutto del casino Slovenia, l’atmosfera era unica, non avevo mai visto un posto così. Da fuori non lo si poteva immaginare, ero davvero affascinato. Poi vidi il tavolo verde scuro della roulette, mi ci diressi e, con un sospiro di soddisfazione, mi sedetti a puntare sul mio numero fortunato…

Aloe vera, il mio marchio

Dal momento in cui sono stata in grado di tenere in mano una matita e di disegnare cose sensate ho sempre disegnato vestiti. Erano colorati e diversi da quelli che vedevo attorno a me. I miei abiti non erano esattamente realizzabili, perché avevano forme assurde e poteri magici. Era il mio gioco preferito.

Crescendo, le bambole sono diventate il mio mondo. Quello che amavo era vestirle come volevo io, passavo ore a combinare tutti gli abiti che avevo in modi diversi finché questi sono diventati troppo noiosi; allora, ho iniziato a cercare di crearne altri. Essendo una bambina, e non sapendo da dove cominciare, mi sono rivolta alla mia nonna materna, ottima sarta, la quale ha accolto volentieri la mia richiesta di insegnarmi a cucire. Esatto, io non volevo che lei mi facesse i vestitini per le mie bambole, volevo a tutti i costi essere io a farli, essere in grado di crearli tutti. Ero davvero determinata e ho appreso in velocità tutto quello che la nonna aveva da insegnarmi. Ben presto però, quello che avevo imparato non mi bastava più. Avevo delle idee molto chiare in testa, e non si trattava di cose semplici, e non volevo per nessuna ragione scendere a compromessi con le mie conoscenze limitate. Così ho iniziato a sperimentare con la macchina da cucire, con diversi tessuti, con ago e filo, con la colla, con tutto quello che avevo a disposizione, ed in effetti avevo cominciato a dare un tocco personale a quegli abitini con cui vestivo le mie bambole. Le mie amichette venivano a casa apposta per giocarci, alcune mi chiedevano se per il loro compleanno potessi confezionargliene uno. Ad un certo punto, mia madre notò il mio interesse quasi ossessivo, ma soprattutto, le mie capacità. Avevo undici anni quando mi chiese se avessi voluto frequentare un corso di cucito avanzato. Non ci avevo mai pensato fino a quel momento. Perché non glielo avevo chiesto prima? Quanto tempo perduto! Ovviamente mi sono iscritta, l’unica bambina del corso, ma ben presto la più brava. Ero così risoluta che passavo tutto il tempo libero a creare e a migliorare la mia tecnica. Ci sono stati vari altri corsi dopo quello finché, giunta al momento di scegliere il percorso universitario, mi sono dedicata alla moda, non perché puntassi a diventare stilista, ma perché nient’altro mi interessava. Ho sempre e solo amato creare abiti. 

Al primo anno di università è nato Aloe Vera, il mio brand. Stavo lavorando per un progetto in cui i nostri abiti dovevano rifarsi alla natura, alle piante. Non avevo ispirazioni e così mi sono messa a passeggiare per il campus, finché ho trovato un cespuglio di aloe vera. Una pianta strana, davvero, ma l’ho trovata bella. Qualche anno dopo, quando ho finalmente potuto creare la mia prima linea di abiti e dovevo trovare un nome per il mio marchio, ho ripensato al primo lavoro di cui ero veramente fiera, ed ecco che Aloe Vera è nato, come se fosse sempre stato l’ovvio nome del mio brand.

Quali possono essere i sintomi e gli eventi di una carenza di vitamina C

Dato che, un tempo, tra i marinai che si trovavano a viaggiare per mare per lungo tempo non potevano avere a disposizione quantitativi sufficienti di frutta e verdure fresche, si manifestava lo scorbuto, ovvero uno dei più conosciuti sintomi di una carenza di vitamina C. Oggi, in questi tempi moderni, seppure non totalmente scomparso, è difficile riscontrare lo scorbuto.

Sinteticamente, i principali sintomi di una grave carenza di vitamina C, possono essere immunodeficienza, dolore muscolare, debolezza e affaticamento.

Tuttavia, vi sono anche altri vari tipici sintomi che possono andare ad evidenziare una avanzata carenza di vitamina C. Ad esempio la presenza di edema, ovvero di accumuli d’acqua nei tessuti, dolori articolari, come pure una guarigione ritardata delle ferite, gengive infiammate e sanguinanti, eventi che, spesso, risultano essere accompagnati da allentamento e perdita dei denti, sono da considerare come evidenti sintomi di una carenza di vitamina C.

La diminuzione della capacità di formare collagene, evento causato da una carenza di vitamina C, può, tra l’altro, facilmente portare ad un sanguinamento nella pelle, nella mucosa, negli organi interni e nei muscoli, nello specifico nei muscoli della coscia. In casi particolarmente gravi di carenza di vitamina C, il sanguinamento può verificarsi nella retina dell’occhio e nel cervello. Inoltre, si possono, anche, manifestare cambiamenti ossei e articolari.

Particolare attenzione nei casi di carenza di vitamina C, sono gli effetti prodotti in gravidanza. Infatti, durante la gravidanza, la quantità giornaliera raccomandata di vitamina C è di circa 105 milligrammi e questo dovrebbe essere preso in considerazione dalle madri in attesa, proprio per evitare la carenza di vitamina C e le sue conseguenze. Un sufficiente apporto di vitamina C promuove, tra l’altro, anche l’assorbimento del ferro, un oligoelemento di cui le donne incinte ne hanno spesso troppo poco.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina C durante l’allattamento al seno è ancora più forte che nelle donne in gravidanza. Non per nulla, è raccomandata una assunzione di 125 milligrammi. Pertanto, andando a concludere, non è raro che a donne incinte o che stanno allattando, il medico curante suggerisca, per prevenire la carenza di vitamina C, l’utilizzo di un integratore vitaminico.

Scegliere di eliminare le orecchie a sventola

Abbiamo tutti percezioni diverse rispetto alle nostre varie parti del corpo, di cosa è bello e cosa no, di cosa ci piace e cosa vorremmo cambiare. Le orecchie non fanno eccezione… due persone che guardano le stesse orecchie potrebbero dunque trovarle perfettamente normali, oppure percepirle come sporgenti. Ad ogni modo, chiunque si senta a disagio con le proprie orecchie perchè sporgenti, non fa nulla di male se sceglie di liberarsene per sempre. 

Accettare i propri difetti è una tra le cose più difficili da fare, richiede una volontà enorme, ma si tratta soprattutto di possedere grande forza interiore e la capacità di non farsi scalfire dai commenti o dagli sguardi altrui. Siccome le orecchie a sventola sono considerate dai nostri canoni estetici brutte perchè disarmoniche, è assolutamente capibile che chi ne soffre, possa decidere di visitare un chirurgo. Sentirsi bene con sè stessi, significa aumentare la propria autostima, cosa che porta a migliorare la propria vita sia emotiva, che lavorativa/professionale, che sociale.

Le orecchie a sventola sono un difetto (o meglio, una variazione) genetica, che viene a delinearsi già nel grembo materno. Arrivati ai cinque anni di età, le nostre orecchie hanno finito di svilupparsi e, quindi, già nei bambini è possibile intervenire per correggere le orecchie sporgenti. L’otoplastica, l’intervento correttivo delle orecchie a sventola, è un’operazione piuttosto semplice, che dura dalle 2 alle 5 ore e viene effettuata in day hospital e con anesteria locale sugli adulti. Diversa è la questione nei bambini, i quali dovranno sottoporsi ad anestesia totale e, quindi, passare una notte in osservazione in ospedale prima della dimissione. Si tratta di un’operazione relativamente sicura e con un altissimo grado di soddisfazione. Tuttavia, esistono rischi che è bene andare a sottolineare: in generale, trattandosi di un’operazione chirurgica, si incorre sempre nel rischio di infezioni o infiammazioni; nel caso specifico dell’otoplastica, poi, esiste la possibilità che l’intervento non produca i risultati desiderati. Ad esempio, le orecchie potrebbero non essere simmetriche; oppure, le cicatrici potrebbero non sparire col tempo, ma rimanere evidenti e quindi fastidiose; inoltre, esiste la possibilità che i tempi di recupero diventino più lunghi, accompagnati da dolore, gonfiore, ematomi.

Nel normale recupero post-operatorio, invece, è sufficiente rimanere a riposo totale per due giorni. Dopodichè si può ritornare alle attività normali di tutti i giorni, indossando una benda sulle orecchie per un massimo di sette giorni. Passata la prima settimana, l’unica altra accortezza da mettere in atto, è l’utilizzo di una fasciatura notturna, da portare per circa 6 settimane. Quindi, in un mese e mezzo dall’operazione, la guarigione sarà avvenuta per completo e tutto potrà tornare alla normalità.

In breve, chi soffre per le proprie orecchie a sventola, non dovrebbe vergognarsi di decidere per l’operazione che le correggerà, se si è rivolto al medico giusto ed è consapevole dei rischi.

Vestiti da donna online? Perché no.

Non sopporto andare a comprare vestiti da donna, uomo o bambino che sia (per me, figuriamoci per gli altri). Questo però non vuol dire in nessuna maniera che non mi interessi vestire bene, con eleganza ed adeguatezza al contesto nel quale mi trovo. Inoltre, mi piace regalare vestiti in occasione di compleanni o festività varie, perché trovo che sono brava ad abbinare le persone agli abiti.

Se vi state chiedendo come faccia a comperare i miei vestiti da donna senza andare nei negozi… la risposta è molto semplice: acquisto tutto online. Oramai su internet si trova di tutto, ed io amo poter fare acquisti dalla poltrona di casa mia. Sono sicura che la maggior parte delle persone non compera vestiti online perché ci ha provato almeno una volta e non è andata bene. In fondo, è successo pure a me: cercavo, appunto, dei vestiti da donna eleganti per un matrimonio e mi sono ritrovata con dei capi che, oltre ad essere della taglia sbagliata, non avevano nulla a che fare con quello che io avevo immaginato nella fase di acquisto. Questo succede a molti perché, purtroppo, non vi sono troppi siti affidabili dai quali comperare vestiti da donna, ma, una volta appresi quali questi siano, la vita diventa davvero più semplice, e pure divertente: io, ad esempio, uso con regolarità un sito dove si comperano vestiti da donna su misura. Si sceglie prima il modello, poi il tessuto, il colore ed altri dettagli, infine bisogna prendere le proprie misure (usando uno strumento interattivo messo a disposizione sul sito stesso, che permette di prendere le misure con estrema precisione), infine si passa all’acquisto. 

Naturalmente ogni donna ha il proprio stile ed ama abiti diversi, quindi spetta a lei trovare i siti che più si addicono alle sue esigenze, ma per essere sicure di affidare le proprie spese a compagnie professionali bisogna sempre spendere del tempo (il tempo necessario) a leggere con attenzione le reviews lasciate dai compratori precedenti. La verità è che l’arma più potente in braccio a noi compratori online sono proprio ed unicamente le reviews, che non fanno altro che creare una community solida di individui con simili esigenze, e nulla può fermare le persone dall’essere solidali ed oneste con chi verrà dopo. Pertanto, leggete quante più reviews potete prima di inviare quell’ordine. E se per voi le recensioni non sono abbastanza, non vi fidare ancora del sito eppure vorreste davvero comprarci qualcosa, il consiglio è, prima di comprare capi costosi (ad esempio, vestiti da donna) prendete qualcosa di piccolo, che non costi troppo. Ad ogni modo, una voltra trovata la vostra routine, sono certa che anche voi come me non andrete più tanto spesso in centro città o nei centri commerciali.

Il casino, una storia lunga quanto avvincente e ricca

Seppure nello stereotipo generale, quando si pensa al casino vengano in mente località celebri come Macao, Las Vegas e Monte Carlo, il casino, in realtà, ha una storia molto più antica. Infatti, fin dai tempi più lontani, il gioco d’azzardo è stato compagno della storia dell’essere umano. Il casino più antico al mondo, è il Casinò di Venezia, il quale è risalente al 1638.

Uno degli aspetti maggiormente affascinanti di tutta la storia del casino, può essere facilmente racchiuso nel fatto che in poco tempo anche un normale giocatore può, quasi per magia, trasformarsi in un vincitore milionario. Quindi, in un arco temporale assai ridotto, al casino si possono vincere, come pure perdere, grandi fortune. La passione per casino, vede la partecipazione anche di celebrità.

Una conferma ulteriore che la febbre del gioco può colpire tutti. Negli annali storici dei casinò, si può leggere che volti noti e conosciuti come, ad esempio, Ben Affleck, Sean Connery, George Clooney, come pure Jennifer Lopez, Robert De Niro, Cameron Diaz e Rafael Nadal, sono amanti del gioco d’azzardo. Anche il grande Vittorio De Sica, uno tra i personaggi più noti e amanti dagli italiani, è stato un grande amante e frequentatore assiduo dei casino. 

Nella lunga e appassionata storia dei casino, poi, vi sono interi capitoli dedicati ai vari truffatori che sono riusciti nel non facile compito di mettere in crisi i casino. Molte delle loro storie sono divenute successivamente trame di stupendi film. 

Invece, le pagine di storia narrante i top casinò, ricordano che strutture quali il Foxwoods Resort Casino, il WinStar World Casino, il Casino Baden-Baden, il The Empire Casino, il Casino di Monte Carlo, il Caesars Palace e il Bellagio, sono tra i più rinomati casino al mondo.

Chiamati in gergo gambler, la storia dei casinò è anche costellata da vere e proprie star del gioco d’azzardo. Non per nulla, nomi come, per esempio, Archie Karas, Stanley Fujitake, Kerry Packer e William Lee Bergstrom sono alcune delle celebrità, in conclusione, che sono state protagonisti facendo scrivere delle indelebili quanto indimenticabili pagine di storia del casino.…

Chirurgia estetica: istruzioni per l’uso

Nella nostra società, dove l’immagine del corpo e la corsa per l’eterna giovinezza stanno diventando sempre più importanti, la relazione con il proprio corpo è spesso conflittuale.  Di conseguenza, la chirurgia estetica non è mai stata così al centro di un vasto interesse.

Facilmente accessibile ad un largo pubblico, pone, tuttavia, alcuni quesiti. Difatti, tanto se si opta per la chirurgia ricostruttiva o, più semplicemente, per un’operazione puramente cosmetica, prima di fare il grande passo è fondamentale essere informati e, quindi, fare un bilancio delle innovazioni e dei rischi di questa pratica.

Non a caso, esistono diverse tecniche di chirurgia estetica pronte a risolvere ogni tipo di problema riscontrato. Per esempio, tra le varie soluzioni prospettate dalla chirurgia estetica, quella riguardante la chirurgia del seno risulta essere tra le più richieste.

Nei casi di seno piccolo, è, perciò, possibile utilizzare la chirurgia estetica per avere un aumento del seno. Per questi casi, in genere, si prevede l’inserimento di protesi mammarie. Per tale tecnica si possono utilizzare o una soluzione fisiologica oppure vari tipi di silicone. Spieghiamo meglio. Nei casi in cui il seno sia stato sottoposto a mastectomia, spesso dopo un trattamento di carcinoma mammario, un intervento di chirurgia estetica al seno, è parte integrante della cura volta a ridare ad una donna quella naturale sicurezza.

In presenza di seno cadente o di ptosi mammaria, questo tipo di intervento chirurgico, può correggere la caduta del seno e rimodellarlo per ripristinare una forma armoniosa. Anche in caso di sovrappeso, è possibile ridurre il seno. Tutte queste tecniche possono pertanto, correggere alcuni difetti del seno.

Anche se la chirurgia mammaria rimane la procedura estetica più utilizzata in Italia, dobbiamo sempre fare attenzione a valutare i pro e i contro di questo intervento. Altro tipo di operazione molto richiesta, è quella della chirurgia estetica del corpo. A volte, infatti, lo sport non è sufficiente per eliminare il grasso in eccesso e immagazzinato nella pancia, nelle cosce o nei glutei. La chirurgia estetica può offrire un’alternativa con risultati notevoli.

Per correggere l’aspetto antiestetico della pelle del corpo, l’addominoplastica, per esempio, potrà modellare il ventre, mentre la liposuzione ridurrà la massa grassa e l’aspetto della buccia d’arancia.

Anche la chirurgia estetica facciale è molto richiesta. D’altra parte, il volto è segnato dal passare del tempo e spesso alcune correzioni permettono di ottenere un volto ringiovanito e rassodato. In conclusione, per ritardare o annullare gli effetti delle rughe, si può ricorre ad un lifting. 

Con una colf a Milano la vita casalinga diventa facile

Le colf a Milano fanno parte di quel folto gruppo di donne che, provenienti da ogni parte del mondo, si prodigano a lavorare presso le nostre case. Non per nulla, le colf a Milano si occupano delle pulizie, di cucinare, come pure si prendono cura dei bambini e accudiscono persone anziane.

In pratica, le colf a Milano eseguono molte e varie importanti attività essenziali presso il proprio datore di lavoro. Impegnate tanto part time quanto full time, le colf a Milano raffigurano, proprio per queste ragioni, una importante risorsa.

Al fine di prevenire atteggiamenti che possono arrivare anche ad un vero e proprio sfruttamento, nel giugno 2011 è stato adottato un importante trattato internazionale, una convenzione sui lavoratori domestici, un documento entro il quale sono stati messi, nero su bianco, i primi standard globali per proteggere i lavoratori domestici.

Nel complesso la situazione delle colf a Milano è più che soddisfacente. Le principali responsabilità di una collaboratrice domestica sono il pulire e il riordinare la casa di un datore di lavoro, oltre che attività come, ad esempio, il lavare e lo stirare la biancheria.

Compiti specifici e istruzioni sui loro compiti sono, di norma, forniti dai datori di lavori stessi. Il lavoro domestico può essere fatto a tempo pieno in cambio di un salario e può eventualmente includere alloggio, come può anche essere svolto a ore.

Il modo più rapido, veloce e comodo per cercare una colf a Milano, è senza dubbio quello offerto dalle agenzie online. Infatti, grazie ad esse si potrà essere più che certi di poter trovare una colf a Milano che sia affidabile, brava e preparata.…

Perché avvalersi di una domestica? Tanti i motivi…

Perché avvalersi di una domestica? Sappiamo tutti molto bene come la vita di tutti i giorni sia un centrifugato di molteplici dinamiche, e che il tempo risulta essere sempre tiranno. Questo stile di vita, definito oramai per consuetudine, frenetico, ha ovviamente portato a dover prendere delle decisioni.

Il cercare una domestica, ad esempio, è divenuta una necessità reale per molte famiglie, un mezzo con il quale poter trovare valide soluzioni per tutto ciò che verte la gestione di una casa. Infatti, grazie all’impiego di una domestica, anche se ciò potrebbe apparire poco carino facendo, magari, sorgere sensi di colpa o rimorsi, si può avere maggior tempo libero.

È però da comprendere che i servizi offerti da una domestica sono rivolti esclusivamente a salvare il nostro stato di salute, preservandolo dallo stress come pure salvaguardare lo stato dei nostri nervi. La domestica, oltre che curare la nostra casa, è anche una persona che sa mantenere la privacy della famiglia presso la quale lavora. Per combattere lo stile di vita frenetico, per avere un po’ di relax, per poter fare magari una passeggiata con la propria famiglia, la soluzione di cercare una domestica è quella più corretta.

Nel cercare una domestica, potremo anche contare sulla professionalità e sull’abilità delle varie agenzie online. Infatti, con l’esperienza delle agenzie online potremo contare su una proposta più che valida e confacente al cento per cento alle personali esigenze.

Grazie alla professionalità della domestica la nostra casa brillerà, e un piacevole profumo di pulito ci accoglierà sempre al nostro ritorno dal lavoro. Sappiamo tutti quanto sia divenuto quasi impossibile dedicare del tempo ai lavori domestici. L’assunzione di un aiuto professionale non è di certo un qualcosa di nuovo o di inusuale. Per poter prendersi cura della propria casa e affrontare in maniera corretta tutto ciò che ne deriva, è divenuto, perciò, impossibile non rivolgersi ad una domestica, e in questo le agenzie online forniscono un valido aiuto.…